Sergio Rossi

Ai miei piedi… Sergio Rossi

“Saran belli gli occhi neri

saran belli gli occhi blu

ma le Sergio ma le Sergio a noi piacciono di più….”

E’ vero, una Sergio Rossi anche se in morbido pellame rosso e con un vivace intarsio sulla punta non fa primavera… ma ci mette addosso tanto tanto buonumore. E poi questa, è proprio dedicata a me… Ève !!Eve

E pantaloni bianchi da tirare fuori…

 

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Si fa presto a dire “ci passi tutti i giorni”. E’ vero che ci passo (davanti). Hermes, Jimmy Choo e Valentino e Gucci e Prada e Dior e Pucci e dinne uno che tanto c’è. Zadig & Voltaire e YSL e tutti quelli che vuoi. Il punto è che io ci “passo” davanti, mica ci entro! E quindi, di solito, se anche ci entro, nulla mi sembra nuovo interessante divertente che bello che bello che bello.

Ma è primavera. Le rondini tornano al nido, gli assassini tornano sul luogo del delitto, gli ormoni tornano a ballare e la voglia di shopping torna al galoppo.

Vedo tutti quei turisti (osceni) in infradito e tshirt e penso: girano leggeri, andranno a comprarsi qualcosa. Naturalmente in tutto ciò osservo con gioia i giapponesi che io amo appassionatamente, con le loro mise azzardate e i loro fisici…peculiari, per cui le ragazze portano di mattina abiti adatti al meretricio e sortiscono invece un tenero effetto cartone animato. Anche se nelle ultime settimane quello che mi colpisce di piu’ è il fiorire, su donne musulmane, di veli variamente decorati e ricamati, in genere in pendant con scarpe e accessori, a incorniciare questi visi bellissimi ( e truccatissimi) da principesse Sherazade.

Ma tranquilli, non ho alcuna intenzione di indossare il velo, né cattolico né islamico; al massimo potrei concedermene uno in finissimo pizzo in caso di udienza privata dal Papa. Francamente al momento escludo l’evenienza, quindi posso concentrarmi serenamente su…tutto il resto.

Che vuol dire le cose cui difficilmente ci si potrà sottrarre in questa stagione ( mi rifiuto di dire must-have, e it qualche cosa quindi lo dico adesso e non lo dico piu’).

Una per tutti, ladies and gentlemen, tenetevi forte. I jeans bianchi. Non perchè i candidi pantaloni siano un diktat del vangelo secondo Baglioni, ma perché ormai si portano in tutte le stagioni, in tutto il mondo, anche sottozero e quindi vabbè che siamo romani, ma dobbiamo sempre e comunque essere antichi? E guardatelo, ‘sto The Sartorialist.

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Passi in via delle Carrozze, fai un investimento da 7 for all man kind e passa la paura. Si’ lo so che non sempre la lunghezza del femore e la circonferenza della coscia consentano il jeans bianco, siamo a rischio effetto cartoccio del droghiere (pizzicarolo, contestualizzando). Però, belle mie, non è che esistano solo lo slim ultraslim extra skinny, eh? Ma un chino un po’ maschile, largotto, con sotto la Converse noo? Che nell’Urbe tendiamo sempre a mettere un po’ troppa carne al…l’aria. Una marinière, un trenchino blu e passa la paura. (chicisimo.it).

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Troppo Parigi bon ton? Ok. Allora metti il tuo solito boot-cut con sotto la mega zeppa, magari una tshirt decorata di Niki Nika un tocco di fluo e abbiamo rifatto Ponte Milvio.

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Sia ben chiaro, io l’ ultima volta che ho messo un jeans bianco era un Levis nell’88, ma voi dovete essere alla moda, mica io.

 

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Il fascino discreto della biancheria

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Mentre mi rilasso nella mia coppa da bagno, penso: oddio mica anche quest’anno per Capodanno mi arriveranno quegli obbrobri rossi che dovrebbero portarmi fortuna?

A parte che negli ultimi anni, cioè da quei pochissimi anni che mi si puo’ regalare biancheria sexy senza andare in galera, nessun pizzo, tulle, marabu’, niente mi sembra mi abbia portato bene. E sono stata attentissima a non rompere nemmeno uno specchio…. Dicevo, a parte che l’effetto porte-bonheur non è assicurato, non potevate scegliere un altro colore?

Non dico il bianco come usa in Brasile, che il look infermierina o suora non mi si addice particolarmente, ma a una olivastra pallida come me non è che il rosso doni particolarmente. E pure ‘sto nero, ma basta…un po’ di fantasia?! Poi, voglio dire, con la lingerie giusta a portarmi fortuna ci penserò da sola. Non pretendo che andiate fino a Parigi proprio adesso…tutti questi pranzi pre-durante-post natalizi forse richiedono una digestione divano e copertina che esclude stressanti trasbordi transalpini. Se però vi trovate, un salto a L’Eclaireur, fatelo. Non tanto per le griffes di design ultra fashion che fanno sembrare Colette una merceria di paese; non tanto per le vetrine da perdere la testa o la musica mai ascoltata prima. Ma per il fatto che il tempio del design si apre su una patisserie, che si apre in un boudoir, che si apre su un vestiaire pieno zeppo di capetti come questo….ImmagineD’altra parte Zahia Dehar è una… del mestiere e deve saperlo far bene, se Karl Lagerfeld si interessa di lei..

Ma non tutte siamo sexy come colombelle, cosi’ con…. naturalezza. Magari ci fa allergia la piuma. E allora, per farci sentire divine, basta – senza dirlo – comprare su catalogo, scegliere un capetto laddove, si sa, le fanciulle sono scelte per non far venire i complessi a noi comuni mortali, si’ insomma tra gli angeli di Victoria’s Secret. Affordable, divertenti, di quella sana malizia americana che ti fa pensare soltanto alla salute. Indipendentemente dallo stato delle nostre natiche, una cosetta cosi’, secondo me, sfizia

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Poi, per carità, ognuno ha il suo stile, i suoi riferimenti antropologico culturali, magari siamo piu’…  legate alla Vecchia Europa. E allora, senza andare a cercare il guizzo o il pizzo, andiamo con fiducia da Fifi Chacnil e osiamo, ma solo con il colore. Per esempio, con un casto completino melanzana e turchese come questo

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Ma sono sincera. A me questo genere mamma- del-dopoguerra-sotto-la-vestaglietta non fa impazzire. Mi fa pensare un po’ a queste, le famigerate mutande di Bridget Jones – quelle dell’aurea regola per cui  “Le possibilità di arrivare al dunque con un uomo aumentano quanto più sono brutte le mutande che si indossano”

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Io non me la rischierei. Anche in ospedale, in campeggio con le suore, a casa con la nonna MAI, JAMAIS, NUNCA NEVER. Meglio intonsa che pancerata. Pensate l’odio che ho potuto provare per uno stupido fidanzato di passaggio quando gli ho trovato un capo del genere nel cassetto. Non solo perché le mutande della tua ex nel cassetto non ce le devi tenere, ma poi di cotone bianco taglio Standa del 1975? Dico, IO, la regina del frou frou ho preso lo scarto di COTONELLA? Ovviamente alla mia “ingenuissima” domanda : “ ma dai hai le mutande di tua madre?” ha farfugliato qualcosa e poi mi ha chiesto a occhi bassi: ma tu, cotone bianco, mai?

Inutile dire che è durato quanto un cambio di biancheria. Piuttosto la morte che la noia.

Che poi non è che si debba per forza spendere un patrimonio, sembrare Elle Mc Pherson da giovane e prevedere incontri ravvicinati di quel tipo per essere carine. Per esempio, guardate queste cosette di Twin Set, che ora impazza in mezza città. Anche il mio affatto scafato amoruccio – quello che si ostina a comprarmi la quinta di sopra e la seconda di sotto, cioè a prendermi per la Pamela Anderson del Tirreno – sarebbe in grado di trovare una cosa giusta in questa collezione:

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Basta poco, che ce vo’?

E se pure questo è uno sforzo, ce la facciamo ad arrivare da Intimissimi? Qui, sotto casa. Non serve arrivare a Venezia, anche se per raggiungere Blanca Suarez la maggior parte dei maschi che conosco c’andrebbe a piedi sotto la tormenta anche partendo da Trapani…

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Diciamocelo, lingerie is a state of mind. E come Sergio Rossi lo è per le scarpe, con buona grazia di manoli, carli e giuseppi vari, cosi’ nel mio cuore il sinonimo di intimo, di sexy, di elegante, di sogno, di tutte le parole morbide e belle da boudoir, è uno solo : La Perla. Oltre qualsiasi malizia, perversione, moda di stagione, siamo nell’empireo della lingerie. Vuoi il rapporto affettivo con quella prima guepière da adolescente, vuoi perché comunque una donna è una donna è una donna. Ma anche per chi è diversamente pudica, quello che conta non è la superficie esposta al sole, è sempre e solo lo sguardo. Magari velato…

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Regalami scarpe (non sono superstiziosa)

Non litigheremo, tranquillo. E se litighiamo, per fare pace presentati con un’altra bella shopper. La scatola deve essere bella corposa, dentro…39 !

Ma non sto scrivendo per te, porcellino. Sto scrivendo per la mia amica che il regalo se lo fa da sola.

Tu chiamali, se vuoi tronchetti.

Stivaletti sembrano quelli degli elfi… diciamo ankle boot, che almeno ci capiscono anche all’estero. Insomma si’, sto parlando della mania di stagione. Per la precisione, la mania di stagione sono state le pump open toe ovvero le decolletees senza punta, con molto plateau, che devono il loro successo al perfetto abbinarsi con qualsiasi mise – dalla gonna a tubo al jeans in ogni sua forma…

Ma ora, clima permettendo, è ora di divertirsi un po’. Basta bikers, tanto abbiamo tutte quelli dell’anno scorso; concediamoci uno sfizio. Qualcosa che esalti allo stesso modo caviglie eleganti e polpacci muscolosi, appunto un grazioso stivaletto alla caviglia direi. Ce n’è per tutti i gusti, in tutti gli stili, di ogni prezzo. Personalmente ho perso la testa per il sexissimo tronchetto di gusto militare di Jimmy Choo. Perché sembra severo e maschile e invece dietro la caviglia ha un’apertura, un oblo’. Talma: perfetto con un pantalone asciutto e meglio ancora con uno smoking a uomo con  pantalone un po’ ampio.

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Se invece ti senti nel mood “jeans”, invece di prendermi alla lettera, prendi il tronchetto di L’Autre Chose in blu baltico. Attuale e confortevole col suo alto plateau con quel tono anni ’70 che non guasta mai.

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Della stessa casa mi piace anche il tronchetto in verde oliva col tacco decorato oro, ci vedo Klimt ( e un passo dinoccolato).

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Se invece la tua passione è l’animalier, cederai certamente al bootie di Casadei dalla forma design e il tacco ricoperto in cavallino zebrato.

ImmagineSe poi andiamo sul semplice (!) basta una zip a dare il senso allo stivaletto in nappa nera di Giuseppe Zanotti Design.

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Ma tronchetto è uno stato d’animo, mica necessariamente uno stivale tagliato corto. Non si puo’ non perdere la testa per una scarpa come questa, ma che dico scarpa, la Mermaid di Sergio Rossi. Piu’ sandalo o piu’ bootie?…per una sirena che sa dominare il mondo dall’alto di un tacco a stiletto di 10 centimetri e mezzo. Io scelgo la versione in nappa blu, divina.

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 Jennifer Lopez – ingenua – le ha preferite in cipria coperte di strass.

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Certo, se davvero vuoi sorprendere Zanotti ti accontenterà sicuramente. Con uno stivaletto “AFRO WILD” spuntato con frange in cristallo…roba forte eh?!

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Se però oggi non ti senti cosi’ femmina fatale, ma solo tanto tanto aggressiva e il tuo incedere spedita non ti consente di ondeggiare sui tacchi, almeno non farti mancare un bel bootie con platform, si’ con la zeppa.

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Ma pieno di borchie….questo di Ash è veramente cattivissimo!