Franca Valeri

COLPO DI SCENA: PINO STRABIOLI RACCONTA I DIVI,FRANCA VALERI SPECIAL GUEST

Dopo due anni dalla prima edizione, torna in onda su Rai Tre domani alle 20.30 “Colpo di scena”: ideato e condotto da Pino Strabioli, il programma si propone di ricordare i più grandi protagonisti dello spettacolo italiano grazie ai figli d’arte e alla testimonianza in prima persona della grande Franca Valeri.

A parlarci dei loro straordinari genitori saranno, infatti, Alessandro Gassmann, Paolo Jannacci, Claudio Amendola, Giampiero Ingrassia, Simone Annicchiarico, Roberta e Luca Manfredi e Gianmarco Tognazzi in una carrellata di sette puntate che oltre a svelarci aspetti inediti di queste grandi famiglie dello spettacolo, saranno l’occasione per rivedere con uno sguardo diverso la storia italiana più recente.

Operazioni di questo genere sono la cifra distintiva dell’attività di Pino Strabioli: attore e regista teatrale, nella sua esperienza televisiva negli anni ha proposto sempre originali interviste e approfondimenti a tu per tu con i grandi artisti del XX secolo. Lo scorso anno, con “E lasciateci divertire” ci ha regalato otto puntate a tema sui sette vizi capitali con il compianto Paolo Poli alla sua ultima apparizione in tv.

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http://www.cinquequotidiano.it/attualita/2016/06/17/rai-tre-colpo-scena-pino-strabioli-franca-valeri/)

Ippolita Baldini: il teatro è di casa

Allora se parliamo di donne alte e simpatiche, qui ce n’è già.

Facce buffe? Pure. Amanti di Franca Valeri? Chettelodicoaffà.

Poi però sei a una cena testaccina di milieu cultural-intellettual-cinematografaro-cazzareccio e trovi una più alta – ma mooolto più alta – di te e con una faccia che al confronto la tua grifa di vecchia scugnizza pare la maschera greca della tragedia. Ecco. E’ lei, l’Ippolita. Che poi, voglio dire, a portare questo nome da tragedia greca vera ci vuole un certo fisico. Lei ce l’ha: è lunga, sottile, elegante con il plus di questa faccia buffa.

Milanese, con un curriculum di studi teatrali di assoluto rispetto (diploma all’Accademia Nazionale d’Arte drammatica “Silvio D’Amico“, per cominciare), Ippolita la sua fisicità così anomala nella terra delle bonazze “brevi” la porta con disinvoltura: sono rimasta stupita nel vedere la somiglianza con Mina. E in un cortometraggio per Almodovar, non alla festa di Carnevale sotto casa.

Ippolita Mina

Ma la cosa che mi ha colpito di più è il “teatro a casa tua“. Ora, lascia stare che casa mia è sempre un teatrino, l’idea è geniale. Ippolita davvero viene a casa tua e performa. “Ho incominciato questa attività per gioco, quando mi invitavano alle cene, anzichè portare il vino portavo un monologo”, dice. “La gente ama il Teatro, quel qualcosa che accade in quel momento, in quel luogo e per davvero! Lo ama e lo brama come me!

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Io porto il Teatro a domicilio. E mi diverto in questo gioco. Ora è più di un anno che questa attività ha preso piede, ho girato tantissimi salotti, giardini, capannoni, cascine. Ho mangiato benissimo, bevuto squisitamente, conosciuto delle persone bellissime. Posso dirmi pienamente soddisfatta della mia invenzione!”

Versatile ed eclettica, Ippolita è anche autrice di uno spettacolo tutto suo, che ha appena debuttato a Roma in anteprima nazionale e che  porterà in giro per l’Italia nella prossima stagione. In attesa di poterla incontrare di nuovo dal vivo per due chiacchiere, per farvi un’idea date uno sguardo qui sotto….

  mia mamma è una marchesa

Scegliere l’uomo giusto con cui stare, in un qualche modo, significa scegliere la propria identità. Roberta è legata alle abitudini della famiglia ma vorrebbe liberarsene, ama il proprio lavoro ma non le basta, vorrebbe andare via ma quando è via non si sente a casa, si innamora ma non è veramente innamorata, è in bilico fra chi è e chi vorrebbe essere, ma non sa di preciso né una cosa né l’altra.
Il monologo – in cui la voce narrante della protagonista è sempre accompagnata dai commenti della madre, che svolge quasi un ruolo da spalla comica – racconta un pezzo della vita di Roberta: una fuga a New York, un amore che forse non è vero amore e tanta voglia di capire qual è il proprio posto nel mondo.
Una storia privata che diventa strumento di una riflessione più ampia sul desiderio di realizzazione personale, una riflessione che riguarda tutti, perché l’insicurezza non fa distinzioni sociali. Questo spettacolo si suddivide in nove capitoli, nove avventure della protagonista, Roberta, nove episodi della sua vita. Sullo stile del vecchio varietà all’italiana, Ippolita percorre la storia del suo personaggio tra esilaranti sketch comici, canzoni e balletti. Ciascun capitolo ha il suo costume e le sue immagini, tutto concorre ad immergere lo spettatore nell’ambiente che viene raccontato dalla protagonista, in una atmosfera ogni volta nuova. Un’Italia aristocratica, una forma, un contenuto e tanta, tantissima ironia. Il ritmo è incalzante e il racconto scorre. Un’ora in compagnia di Ippolita Baldini!

(Ma … io l’ho già vista questa ragazza, ma dove? starete pensando. Ve lo dico io: al cinema, sicuramente in Benvenuti al Nord con Claudio Bisio. Ah, ecco)

 http://ippolitabaldini.com/

CI SARA’ UN PERCHE’…ANZI PIU’ D’UNO

Per me la tristezza non esiste. È solo una pausa per riprender fiato tra una battuta e l’altra. Serve a riordinare le idee, come un sorso di whisky per l’ alcolista o la rosa dal gambo lungo per una signora ancien régime.

Franca Valeri: che vorrei essere come lei,  l’ho già detto. Perché mi piacciono le sue parole. E perché per coincidenza spesso la pensiamo allo stesso modo.

Stamattina, sfogliando Io Donna, mi sono imbattuta nel Mini Questionario di Proust di Paolo Di Stefano e tranne un paio di risposte evidentemente impossibili per ragioni anagrafiche, a tutte le altre avrei risposto pressochè allo stesso modo.

Insomma, non voglio dire che Franca Valeri “c’est moi”…ma ho la sensazione che le assomiglierò sempre di piu’…(speriamo)…..

Il tratto principale del suo carattere? L’ostinato ottimismo.

La qualità che preferisce in un uomo? Intelligenza e cattivo carattere.

E in una donna? L’eleganza, non solo nel vestire.

Il suo principale difetto? Impazienza.

L’ultima volta che ha pianto? So soffrire ma piango poco.

Il giorno piu’ felice della sua vita? La fine della guerra.

E il piu’ infelice? Le molte perdite degli esseri amati.

Autori preferiti? Non voglio far torto a nessuno…tendo un po’ sugli inglesi.

Se dovesse cambiare qualcosa del suo fisico? E’ evidente..la parte bassa.

Il dono di natura che vorrebbe avere? Credo di averli avuti tutti.

Come vorrebbe morire? Sono incerta.

Il suo motto? Invidio quelli che ce l’hanno.

IL DIARIO DELLA SIGNORINA SNOB

Non è un caso che come immagine abbia scelto Franca Valeri. Elegante, ironica, brillante, è stata nel teatro, nel cinema e in tv quello che vorrei essere nella vita. Nei suoi abiti sartoriali e con la sua ormai eterna acconciatura alla maschietta è da decenni il censore divertente e divertito di quella borghesia da cui lei stessa proviene. Non poteva che essere milanese, forse, ma è grazie ai personaggi tipici di una certa Roma che è rimasta nella memoria di tutti, certamente dei romani. Ma non è la Signora Cecioni che ho nel cuore.

Quando mi danno della “Franca Valeri” come appellativo, dubito che sia per una somiglianza fisica…anche se fosse, mi accontento di  avere una bella maschera, oggi è più facile essere belli che memorabili . Ma, tranne mia madre che mi sfotte (“Mammà?”) per una mia ….presunta logorrea telefonica, penso che ci si riferisca a quell’arietta un po’ sostenuta,  da salotto di sciure di altri tempi. Il fascino discreto della borghesia non colpisce più molti, ma io ne sono vittima, che ci posso fare? E mentre nella mia vita reale vorrei  potermi ispirare alle (poche) vere signore che ho incontrato nella mia vita, nelle mie conversazioni frivole e ai tè (vogliamo dire aperitivi? purtroppo siamo nel 2013…) mi diverto a fare la signorina snob. Evidentemente non sono né l’una né l’altra, ma ognuno di noi ha un ruolo in mezzo agli altri, e a me questo piace moltissimo.

La signorina snob, prima di diventare un’espressione di uso comune, è stato soprattutto un libro, uno dei tanti scritti di Franca Valeri – l’ultimo, dell’anno scorso, “Bugiarda no, reticente” me lo sono bevuta in una notte. Un po’ come quello della Wertmuller: mettendoli insieme ho immaginato che cosa fosse il mondo dello spettacolo, della cultura e di sfondo la società italiana in quegli anni bellissimi dal dopoguerra, al boom, a oggi. (Chiedo scusa, ho  divagato: inevitabilmente ricordo tutte quelle donne, piene di personalità, di carattere, di grande talento, che mi sono di ispirazione. O più verosimilmente, cui vorrei poter somigliare.)

“Il diario della signorina snob”, dicevamo: un libro uscito a fine anni’50 dove la Valeri ironizzava su quelle fanciulle raffinate, anzi sofisticate, in quell’Italietta uscita da poco da guerra e fame. Quello che mi rende il libro ancora più caro è la grafica: le immagini, stilizzate, ironiche, eleganti, sono di Colette Rosselli. Sì, di quella bellissima e disincantata signora che parlava alle plebi da un “rotocalco” col nom de plume di Donna Letizia. Ero bambina quando ha smesso di consigliare gli italiani; correvano i primi anni ’80, disinvoltura, volgarità, un’eccessiva sicurezza di sé ha emancipato gli italiani dalle rubriche di galateo, anzi di savoir vivre.

Col tempo ho apprezzato i vari talenti di Colette Rosselli e il suo matrimonio –vissuto a distanza – con Indro Montanelli, me l’ha fatta apprezzare ancora di più. Bella, intelligente, elegante, ironica, dal talento brillante di scrittrice, pittrice, illustratrice…inarrivabile. La posta del cuore ci sarà sempre , la Aspesi vive e lotta con noi, la Sotis elargisce consigli di bon ton – sarà, ma a me le sue scarpe da ginnastica in tutte le occasioni non piacciono.

E io mi incanto davanti alle immagini di queste signore, intelligenti, disincantate, presenti nella cultura italiana per tanto tempo. E mi chiedo, io, figlia del moplen, dei mobili bar, delle “camerette” tutte arancioni, del mangiadischi, perché sono così attratta da loro? Non riesco a darmi una spiegazione soddisfacente.

(…deve essere colpa dell’”Enciclopedia della fanciulla”, probabilmente scritta – senza ironia –  dalle figlie spirituali di quelle signore che mi piacciono tanto…..)

http://www.lindau.it/schedalibro.asp?idLibro=472