Checco Zalone

CHECCO ZALONE : BENEFICO MA SEMPRE IRONICO NELLO SPOT A FAVORE DELLA RICERCA SULLA SMA

 

Che cosa ci fa il comico più scorretto di tutti in uno spot per una raccolta fondi? Quello che fa sempre, l’italiano medio nei suoi aspetti peggiori e alla fine simpatico, in una campagna in onda dal 25 settembre fino all’8 ottobre.

POLITICALLY CORRECT ? NO GRAZIE Dopo anni di dittatura del politicamente corretto, il comico barese Checco Zalone ci ha abituato a un linguaggio e un umorismo più vicini al vecchio avanspettacolo, sia pure con intelligente ironia. E dopo aver dileggiato orientamenti sessuali, religione e naturalmente aspetto fisico dei personaggi dei suoi sketch tv e nei suoi film, adesso se la prende anche con la malattia, interpretando come sempre il nostro vicino di casa egoista e furbesco. Che forse è in ognuno di noi.

C’ERA UNA VOLTA LA PUBBLICITA’ PROGRESSO Ve la ricordate? Con la P gigante, si trattava di campagne di promozione di temi di rilevanza sociale. Soltanto poi ci sono state Telethon e le grandi iniziative a favore della ricerca, che hanno portato all’attenzione delle masse i problemi della disabilità, soprattutto se legata a malattie rare. Oggi Checco Zalone, forte della sua popolarità da record,  diventa il volto di una campagna per la ricerca sulla atrofia muscolare spinale, un male che attaccando i motoneuroni – cellule nervose del midollo spinale – porta a una perdita progressiva della capacità di movimento. Protagonista del video insieme a lui è Mirko, un ragazzo in carrozzina affetto da questa malattia, che interpreta il vicino del comico. Quest’ultimo si spazientisce: a causa di Mirko una volta si rovina la macchina nuova, poi perde l’aereo, di notte non può dormire.. fino al punto che gli “sottrae” anche il posto auto e al ragazzo che minaccia di chiamare i vigili, risponde che lui invece chiamerà la ricerca. Così un giorno il ragazzo guarirà e tutte le scocciature cesseranno.

LA CAMPAGNA Con lo slogan “E io chiamo la ricerca”, l’associazione Famiglie Sma ha attivato una raccolta fondi con l’sms solidale 45599. L’obiettivo è “potenziare la rete dei professionisti che si occupano di atrofia muscolare spinale e migliorare l’assistenza territoriale dedicata ai pazienti” per distribuire il primo farmaco salvavita ai pazienti con la forma più invalidante di amiotrofia spinale, che sono circa 200 in tutta Italia.

MEGLIO SOLE (A CATINELLE)

 il cast col produttore Pietro Valsecchi

Prima sortita cinematografica per Ève, che ha mandato me e l’Italofila Sarah Coursey in avanscoperta del nuovo film di Checco Zalone. Conferenza stampa e due chiacchiere vis-à-vis coi protagonisti per vedere di che si tratta. Esordio col blockbuster, niente male eh? La trama è nota: padre in disgrazia promette al figlio una splendida vacanza in cambio di una pagella altrettanto splendida. Il bambino, Nicolò – interpretato da Robert Dancs che del secchione amabile ha il viso e anche i modi! – raggiunge l’obiettivo e il padre Checco Zalone è costretto ad accontentarlo. Per un caso fortuito, i due si imbattono in una coppia mamma-figlio ricchissimi. Tanto lo vedrete tutti, la storia non ve la racconto. Happy end, battute a raffica, canzoncine “uncorrect” al momento giusto e un ammiccamento ai bambini per assicurarsi la prossima generazione di fans. In una stagione moscia per il cinema italiano, è un successo annunciato. E sinceramente, dopo aver parlato con Luca Medici e averlo ringraziato di cuore per la splendida canzone che mi ha dedicato “Ma cosa vuoi da me se anzichè il caffè io come mi sveglio la mattina penso ad Angela faccio la pipì faccio la pupù ma con la mia mente stò costantemente ad Angela Ma cosa vuoi da me trovimela a me una così bella e così immensemente Angela” a differenza della maggior parte dei comici che tra una nevrosi e l’altra si incartano e sono noiosissimi, l’ho trovato una persona gradevole e un ottimo intrattenitore. [In tutto ciò ho dovuto trattenere Sarah che biondissima e coloratissima col suo accento da newyorker in mezzo alla nera notte delle cupe giornaliste romane è riuscita a parlare anche con i muri. In particolare, ha intrattenuto una simpatica conversazione con Aurore Erguy, la bella Zoe del film, che tra erre francese di qua e arrotata di là è meritevole di essere condivisa]. In definitiva, gli 83 minuti del film passano in fretta…con questo nuovo film di cassetta. Che cosa mi ha colpito di più? Marco Paolini in versione confindustriale… E voglio dirlo, il momento in cui Nicolò dice le parolacce. Non ditemi Che…cco Zalona, è solo che i bravi ragazzi non li sopporto neanche da bambini….

www.facebook.com/SoleaCatinelle