arte

SENZA NERO: LUIGIA GRANATA ESPONE A ROMA IL SUO MONDO DI COLORI

Senza nero.

Per me questa è una provocazione. Io vedo nero vesto sempre di nero mi circondo di oggetti neri e persino la musica che ascolto è nera. E per fortuna che non ho un gatto.
Devo andare a vedere come si permette Luigia Granata di intitolare così una personale.

Mi affaccio, capisco. Luigia appare come un personaggio degli anni ’60, io la vedo così, un quadro vivente di Novella Parigini. Bionda, morbida con gli occhi trasparenti, la bocca a cuore. Su di lei, intorno a lei, solo colore. Su carta o seta, un senso di gioia liquida permea le sue opere. Colori accesissimi che trasmettono serenità, visi e forme quasi naif, parole si inseguono con una grafia quasi infantile. Nella sua sterminata produzione artistica ci sono anche tanti richiami alla sua terra, la Calabria, forse i fichi d’india, i peperoncini, i limoni che spesso sono protagonisti delle sue opere sono l’elemento che mi attira di più. In una pittura senza spigoli e senza nero, appunto, che mi fa pensare a uno Chagall senza nostalgia, ma con occhi ben aperti verso il futuro.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

LUIGIA GRANATA
Pittrice, scultrice, mosaicista, cromoterapeuta
http://www.luigiagranata.it

SENZA NERO
Alla Galleria Medina, Via A.Poliziano 32-36 in una collettiva con altre artiste fino al 7 dicembre 2017 – medinaroma.com

 

Roma, al Pigneto la mostra di oggetti realizzati con materiali di recupero

mostra-552x376

Apre domani al Pigneto il nuovo studio-laboratorio di Mook, un progetto di Carlo Nannetti e Francesca Crisafulli. Entrambi vivono e lavorano a Roma dove si sono diplomati, e oggi insegnano, presso l’Istituto Europeo di Design.
La loro attività artistica spazia dalla scultura alla grafica d’arte, dall’illustrazione al design, fino alla realizzazione di laboratori per bambini sull’arte e il riciclaggio. Mook crea e produce oggetti con materiali  di recupero, pezzi unici che nascono dalla raccolta e dall’assemblaggio di materiale “scaricato dal tempo”.  Legni consumati dal mare, oggetti  dimenticati dalla città, pezzi di vecchie porte o mobili e stoffe e parti metalliche di meccanismi che nessuno usava più, vengono ricomposti secondo le regole del riciclaggio artistico fino a realizzare sculture e oggetti d’uso. Spesso definiti giocattoli per adulti, questi oggetti vogliono creare un rapporto emotivo con lo spettatore, ricco di rimandi all’universo infantile, alla dimensione del gioco e ad un presente letto in modo ironico e spiazzante.
Ai bambini dai 5 ai 10 anni sono invece dedicati i laboratori: il prossimo, domenica 20 dicembre si chiama “Un, due , tre…li costruisco da me” mette a disposizione gli attrezzi del falegname per costruire nuovi oggetti con materiali di recupero.
La mostra proposta domani sera si chiama “Non perdiamo la testa” e propone un divertente bestiario di teste di animali buffe e rassicuranti realizzate in legno e materiali di recupero.
Il legno è vivo evviva il legno!

SABATO 12 DICEMBRE DALLE 17 ALLE 22, VIA MARIN SANUDO 35
http://www.mook.it

 

http://www.cinquequotidiano.it/tempo-libero/esci-con-cinque/2015/12/11/roma-al-pigneto-la-mostra-di-oggetti-realizzati-con-materiali-di-recupero/