Nika’s acoustic trio: lei, loro e il blues

Quante bambine dicono che da grandi vogliono fare le cantanti? Poi qualcuna la musica ce l’ha davvero nel sangue. E lo fa veramente.

Come Veronica Kirchmajer, che a dispetto del suo nome da valchiria è una romanissima bellezza mediterranea. Col suo trio “Nika’s acoustic trio”, ovvero la sua voce, un chitarrista e un bassista, si esibisce nei locali della Capitale col suo repertorio blues e soul.

Quando hai iniziato a cantare?

A 11 anni,  frequentando una scuola musicale ho iniziato a studiare pianoforte e solfeggio, poi mi sono interessata al canto intorno ai 16 anni. Facevo parte   di una tribute band con cui facevo cover dei GUNS N’ ROSES, NIRVANA, RED HOT CHILI PEPPERS e altri ancora. Un giorno mi trovavo per caso in un locale di karaoke a Roma e mi sono esibita cantando alcuni pezzi; il proprietario del locale, che si occupava anche di eventi e sfilate di moda mi ha chiesto di collaborare con lui per una serie di date. Le serate hanno avuto luogo in vari locali e locations di Roma per concludere con la serata finale a Piazza Navona.

Perché il blues?

Dopo quell’esperienza, ho deciso di iniziare a studiare canto per perfezionare la tecnica vocale. Credo che la mia vocalità sia particolarmente adatta per uno stile ben preciso, quello della musica blues/soul:  i miei artisti preferiti sono Etta James, Otis Redding, Stevie Wonder, Bonnie Raitt, Amy Winehouse e tanti altri. Grazie all’incontro con tanti musicisti professionisti sono arrivata a formare la mia band, “Nika’s acoustic trio”con Marco Sergi e Marco Pistone. Ed eccoci qua.

Nika's

E quest’estate?

Sto facendo molte serate in giro, sabato 23 luglio siamo a Villa Gregoriana a Tivoli e il 26 suoniamo a Sperlonga.

Formentera: una grattachecca per Alessandro Florenzi

Quello che vedete è Alessandro Florenzi, che per rintemprarsi dalle fatiche degli Europei si prepara una bella grattachecca. E quello non è il Lungotevere…

A dire “scappo dalla città e apro un baretto su un’isola” … so’ boni tutti. Poi però c’è chi ci crede e lo fa sul serio, magari per realizzare un vecchio sogno.

E’ il caso di Fiorella, che per ricordare il suo Peppone – personaggio mitico della tifoseria romanista – ha deciso di prendere il coraggio anzi il carretto a due mani e sbarcare a Formentera, portando sulla famosissima spiaggia di Es Pujols il prodotto che più romano non si può: la grattachecca. Armata di ingegno e fantasia, questa romana tosta e sorridente ha disegnato un carretto che sembra di Dolce&Gabbana, posizionato all’ingresso di Rigatoni, il ristorante più cool de la isla.

Niente fa “estate romana” più della grattachecca, ovvero di quel blocco di ghiaccio, che grattato e irrorato di sciroppi di frutta ha rinfrescato le ugole di generazioni di romani. Oggi qualche chiosco rimane sul Lungotevere, ed è divertente per i turisti capitolini ritrovare questo sapore a Formentera.

Fiorella, come ti è venuto in mente di esportare la grattachecca alle Baleari?

– Con mio marito, Peppone, eravamo “aficionados” dell’isola. Dicevamo sempre che ci sarebbe piaciuto trasferirci qui e ho voluto farlo quest’estate, almeno per la stagione. In memoria sua e delle belle giornate che abbiamo passato qui.

– E perché proprio la grattachecca?

– Rinfrescante e tipicamente romana, era qualcosa che mancava. Ho avuto l’idea di portarla in un posto dove non esisteva e mi sono ingegnata per portarcela, grazie anche all’appoggio del titolare di Rigatoni, che come molti sull’isola , è mio amico.

– Il carretto è veramente carino e si vede il tocco femminile, chi lo ha disegnato?

– Io naturalmente! lo styling è tutto mio, mi piacevano i colori e la vivacità e naturalmente ho voluto dedicare il nome a mio marito. Ci ho creduto talmente che una nota azienda romana di mistrà mi ha dato il suo appoggio ed eccomi qua!

Allora buona estate a Fiorella e in bocca al lupo.. e se passate da lei dite che vi manda Eve!

 

Intervista a Marco Rettighieri, direttore generale di Atac

Marco Rettighieri, nominato lo scorso febbraio direttore generale dell’Atac, è un ingegnere con grande esperienza di ferrovie. Direttore Generale Operativo della Italferr, è stato chiamato a Milano come Dg Construction nell’ambito del progetto Expo2015. Tiene corsi sul “project management delle situazioni perturbate” in Ca’ Foscari, Bocconi, in questi giorni era a Bari. È un manager che vuole fare squadra e va ad ascoltare anche l’opinione dei macchinisti e non esita a mandare i dirigenti a fare i controllori. Un approccio che ha suscitato, nel bene e nel male, forti reazioni in azienda e in città. In una stagione rovente per il dibattito tra i due aspiranti sindaci in fase pre-ballottaggio, ci si sono messi nuovi scioperi con ricadute drammatiche sulla cittadinanza. Ed è proprio in concomitanza con una di queste agitazioni sindacali che ho l’opportunità di incontrarlo. E gli rivolgo le domande di chi i “mezzi” li prende tutti i giorni.

È tipico dei romani, di ritorno da Parigi o da Londra, magnificare le bellezze dell’Urbe, concludendo però… “certo i servizi pubblici che hanno loro, guarda che metropolitane”. Quali sono i possibili modelli stranieri cui ci si possa ispirare per i trasporti capitolini? Quali best practice si potrebbero adottare?

Da una parte le problematiche del sottosuolo della città, dall’altra le leggi italiane, ottime per preservare il patrimonio ma che a volte sembrano non distinguere tra un frammento di vaso e una struttura monumentale. Tenuto conto dell’unicità dell’Urbe, si potrebbe pensare a un approccio diverso, per rendere il patrimonio visivamente fruibile dai passeggeri delle metropolitane. L’esempio è quello di Hong Kong dove la rete è stata ancorata al fondale marino a 500 metri di profondità, chiudendo la galleria nella parte inferiore e lasciando il “soffitto” trasparente, così che chi è a bordo possa osservare ciò che accade nelle acque marine (Rettighieri ha progettato e costruito a Hong Kong, ndr). Insomma, va fatta una scelta. O si sacrifica “qualcosa” oppure si scende in maggiore profondità, considerando però importanti difficoltà tecniche nella realizzazione.

 

(per continuare a leggere: http://www.cinquequotidiano.it/politica/campidoglio/2016/06/20/intervista-marco-rettighieri-direttore-generale-atac/)

FESTA DELLA MUSICA: LA ROMA YOUTH STRING ORCHESTRA IN CONCERTO A VILLA LEOPARDI

“La “Fête de la Musique” viene lanciata in Francia il 21 giugno 1982, giorno del solstizio d’estate, in una notte pagana che richiama l’antica tradizione delle feste di San Giovanni. Essa non ha niente in comune con un Festival di musica – generalmente basato su un determinato compositore o genere musicale, secondo una programmazione selezionata da un direttore artistico – al contrario, questa è prima di tutto una festa popolare gratuita, aperta a tutti coloro che desiderano produrvisi, ed a tutti i generi musicali. Il successo dell’evento è immediato e spontaneo. In meno di 20 anni la Festa diventa un avvenimento mondiale e uno dei simboli dell’unione culturale tra i Paesi ed i popoli.” *

In questo spirito i giovanissimi musicisti della Roma Youth String Orchestra, guidata dal M° Alberto Vitolo, si esibiranno in un concerto presso la Biblioteca di Villa Leopardi in Via Makallè 9, tra quartiere africano e la Via Nomentana. Un’occasione di mostrare le loro capacità artistiche ma anche di esprimere i valori che la musica, soprattutto se di insieme, significa per loro: partecipazione, cultura, armonia. Perché suonare insieme vuol dire imparare a vivere con gli altri: la musica fatta insieme è la metafora della vita.

E così questo gruppo di ragazzi e ragazze appassionati di archi – violini, viole e violoncelli – accompagnati da un loro coetaneo virtuoso del pianoforte, preparati e diretti dal M° Vitolo, escono dalle sale concerto e dalle chiese che normalmente ospitano le loro performance per aprirsi, letteralmente, al mondo. Una prova impegnativa per giovani che vanno dai 13 anni alla maggiore età, che si mettono in gioco per dare saggio dell’impegno ma anche della passione che per loro non ha sosta. Né enfant prodige né ragazzi fuori dal comune, ma amici con il desiderio forte di fare della musica una professione; non “da grandi” ma “da adesso”. Supportati da una squadra di genitori attenti e partecipi, i musicisti della RYSO suonano insieme da quasi un anno, ma nello scambio musicale e umano hanno avuto una grande crescita, nella ritualità dei loro plurimi appuntamenti settimanali.

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PROGRAMMA DEL CONCERTO

DOMENICO SCARLATTI Sonata K141 per pianoforte
Sonata n. 5 K91 trascritta per archi e bc

ANTONIO VIVALDI Sinfonia al Santo Sepolcro per archi e bc RV 169 adagio molto – allegro ma poco
Concerto in Re minore per Archi e bc KV 127 allegro – grave – allegro
Concerto per 2 violini e archi in La minore RV 522 allegro – larghetto e spiritoso – allegro
La Follia tema e variazioni per archi e bc

Solisti: Valerio Tesoro – Irene Licastro – Ludovica Mastrostefano

Assistente e collaboratore musicale: Gaetano Simone

Direttore e Maestro Concertatore: Alberto Vitolo

La Roma Youth String Orchestra nasce dall’Associazione culturale “Insieme Oltre La Musica” creata nel 2015 per volontà del Maestro Alberto Vitolo e dei genitori degli allievi della scuola secondaria di primo grado Winckelmann di Roma, al fine di dare continuità alle attività musicali svolte dai ragazzi durante i loro tre anni di scuola. L’Associazione si è ispirata al progetto educativo sociale musicale El SISTEMA, nato nel 1975 in Venezuela per opera del musicista venezuelano Josè Antonio Abreu. Il nostro progetto si pone come obiettivo principale quello di far crescere professionalmente, nel tempo, un’ orchestra di giovani musicisti e amici che aspiri ad un alto livello musicale e artistico partendo dall’apprendimento della disciplina orchestrale. L’orchestra giovanile ROMA YOUTH STRING ORCHESTRA è composta da ragazzi e ragazze di età compresa tra i 13 e i 21 anni, tutti studenti di scuole medie ad indirizzo musicale, conservatori o scuole di musica equiparate ed è un’opportunità rara per giovani che ambiscono a trasformare in professione la propria passione musicale; fare musica insieme, soprattutto in giovane età, è un’esperienza esaltante di per sé, ma soprattutto può avere ricadute di inestimabile valore per l’educazione emozionale e la coesione sociale degli individui, specialmente in quest’epoca in cui prevalgono individualismo ed egocentrismo. Lo scopo dell’associazione è quello di farli crescere musicalmente e professionalmente, cercando di diffondere la loro arte con dei concerti nei luoghi più appropriati ad accogliere la musica classica del loro repertorio, principalmente italiano.

Per sostenere l’associazione: Iban: IT69G0832703235000000003725

Informazioni e contatti http://www.iolm.itinfo@iolm.it – 328.70.87.963

*http://www.festaeuropeadellamusica.it/storia.html

COLPO DI SCENA: PINO STRABIOLI RACCONTA I DIVI,FRANCA VALERI SPECIAL GUEST

Dopo due anni dalla prima edizione, torna in onda su Rai Tre domani alle 20.30 “Colpo di scena”: ideato e condotto da Pino Strabioli, il programma si propone di ricordare i più grandi protagonisti dello spettacolo italiano grazie ai figli d’arte e alla testimonianza in prima persona della grande Franca Valeri.

A parlarci dei loro straordinari genitori saranno, infatti, Alessandro Gassmann, Paolo Jannacci, Claudio Amendola, Giampiero Ingrassia, Simone Annicchiarico, Roberta e Luca Manfredi e Gianmarco Tognazzi in una carrellata di sette puntate che oltre a svelarci aspetti inediti di queste grandi famiglie dello spettacolo, saranno l’occasione per rivedere con uno sguardo diverso la storia italiana più recente.

Operazioni di questo genere sono la cifra distintiva dell’attività di Pino Strabioli: attore e regista teatrale, nella sua esperienza televisiva negli anni ha proposto sempre originali interviste e approfondimenti a tu per tu con i grandi artisti del XX secolo. Lo scorso anno, con “E lasciateci divertire” ci ha regalato otto puntate a tema sui sette vizi capitali con il compianto Paolo Poli alla sua ultima apparizione in tv.

(Continua a leggere su

http://www.cinquequotidiano.it/attualita/2016/06/17/rai-tre-colpo-scena-pino-strabioli-franca-valeri/)

Favola Punk. Puffi, nani, ballerine, la gramigna e Torto il bosco!

***

Cara Nina, siedi e ascolta:

lascia star “c’era una volta…”

certi matti stan nel bosco

senza in sè vederci il losco.

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Tra le frasche, brina e muffa

ogni cosa sembra buffa:

maghi, nani, mostri e streghe,

senza indugio, cercan beghe!

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Biancaneve, assai cortese,

spiccia casa e fa le spese;

con le mele buone e rosse

fa le torte e pure grosse.

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La matrigna va all’altare

con dell’ego il suo compare;

al banchetto fu regina,

pur se vecchia la vagina.

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Come fata, io vorrei…

far dispetto a lui e lei.

Di pennacchio ce n’è uno

tutti l’altri so nessuno!

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Senti Nina, amore bello:

metti ghingheri e cappello!

Riso e bisi noi portiamo

e a cagar ce li mandiamo!

***

Fece grassa primavera

che m’arrabbio aspetta e spera!

Delusioni senza oltraggio,

perchè il karma fa coraggio

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Del gran ballo non v’è traccia

Cenerella fa boccaccia

Al cacciator non far sapere..

C’è na lupa co due pere

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Tra le spigole e i boccali:

che cojoni ai commensali!

Tutti i nani fece beve!

picchiaubriachi e rompiseghe..

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Se poi donne sono quelle:

Ciccie, gobbe, ciuccie e belle?

Cavalieri ci han sentito!

speravam nel benservito.

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L’illusione è poliglotta

Contro il bene non c’è lotta.

Nella bolgia arriva l’orca

Fa la stella perché è porca

***

Co’ e piumette e l’alto tacco,

se sognava de fa scacco.

Del ranocchio non v’è segno?

fu baciato e preso in pegno.

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Ma c’è il druido che ha capito

dar boschetto togli er dito!

Gira e incanta la pozione,

pé spezzaglie l’ambizione.

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L’armonia rimbomba e pare,

se n’annamo tutti ar mare!

Sul final c’è il giocoliere

delle rime il suo mestiere

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Fa morale nel reame

tra le brame e con le trame

Questo è quanto e questo è tutto,

quadro er cerchio con bel r***o”.

Rai Uno: Umberto Broccoli, un “classico” per la cultura in tv

Ho sempre subito il fascino dell’erudizione. In tv, dico. Già da ragazzina mi incantavo a seguire Ieri Goggi Domani, indecisa tra il fascino freak di Mughini e quello geek del prof. Beccaria. Quando mi sono normalizzata, nonostante il liceo classico, ho preferito il lato glamour delle cose al carisma polveroso dei secchioni. Ma i sapientoni restano per me divertenti e rassicuranti.

E a quanto pare, non solo per me. Figlio di Bruno, noto autore tv, Umberto Broccoli è ormai presenza fissa nei programmi del mattino. Con il suo approccio scientifico, ci racconta cose che abbiamo vissuto e che forse già non ricordiamo con lucidità..

 

 

(continua su http://www.cinquequotidiano.it/attualita/intrattenimento/maledetta-tv/2016/06/03/rai-uno-umberto-broccoli-un-classico-la-cultura-tv/)