Lettera: J

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 J COME JEANS

Sono pochissime le voci da inserire alla lettera j. Diciamo pure che l’unica essenziale, oserei dire vitale, è la parola inglese di origine italiana “jeans”.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando indossare questo capo bastava a rendere trasgressivi e giovani per antonomasia. Oggi il jeans è imborghesito, è diventato prezioso, costoso e pur tra alterne vicende, è diventato un classico. Un paradosso: il jeans…classico. Ma tant’è, siamo nel 2013, signori. Certo, l’effetto di uno shorts di jeans strappato, magari indossato da una splendida adolescente a coscia lunga, o una salopette a torso nudo su un giovanotto nerboruto un certo effetto lo fa sempre. Insomma: non è l’abito che fa il monaco, ma soltanto il fisico.

Il jeans, poverino, è il nuovo pantalone grigio: sì al jeans sotto al blazer blu e camicia per occasioni informali per gli uomini (piacioni, ça va sans dire). Le donne…che facciano come preferiscono, quelle eleganti sanno benissimo come e quando, le altre non staranno certo a badare a quello che scrivo io.

Mi permetto di sottolineare che qualche accortezza piu’ che per l’occasione va spesa per il modello. E per jeans intendo esclusivamente il blue jeans, non il pantalone sportivo col rivetto ma di altra consistenza o colore, che è decisamente meno impegnativo, sul piano della scelta e anche delle occasioni.

 Ecco qualche (timido) suggerimento per non fare danni/ridere….

  1. I migliori amici delle ragazze non sono i diamanti. Sono le tasche dei jeans: alte il giusto, ampie il giusto possono “rendere giustizia” o rendere ridicolo qualsiasi paio di natiche. Mai cedere all’ultima tendenza e sacrificare la giusta forma per essere “trendy” . O quarendy. O….
  2. Il modello, signore, il modello….quando le etichette dicono skinny o ultraslim, non vuol dire che avranno sulle vostre cosce l’effetto miracoloso di renderle secche o supersnelle. Potete permetterveli se pesate meno di 50 kg, se avete meno di 20 anni…o se avete il buon senso e il buon gusto di mettere su una bella blusa ampia e lunga, una maglia morbida, qualcosa che veli e non riveli le vostre curve. Altrimenti un bel paio di jeans a palazzo, una lieve svasatura sul fondo, et voila.
  3. La lunghezza…copriamole ‘ste caviglie, pinocchi pinocchietti trequarti e pescatore, a parte che non vanno di moda da quel di’, poteva portarli solo Brigitte Bardot. Noi non abbiamo né quel broncio né quel sedere,  possiamo evitare. Piu’ l’orlo si allunga piu’la gamba sembra lunga. E siccome tra noi a sud delle alpi le valchirie non sono ovviamente frequenti e nemmeno le semplici longilinee, l’effetto ci giova. Poi, se siete un metro e cinquanta e vi ostinate a mettere delle zampe di elefante fin sotto i plateau di 25 cm…fate pure. Sembrerete delle tappe sui trampoli, o delle spilungone coi piedi fasciati.
  4. Vita alta o vita bassa? Perché, la vita giusta che vi ha fatto? La vita alta, tranquille, non tornerà mai di moda. E’ il classico modello anche no, nel senso che non puoi avere i fianchi se vuoi portarla senza sembrare in maschera. Gli stilisti ci hanno provato, dopo oltre dieci anni di dittatura della vita bassa, a vendere qualcosa di nuovo. Spiacenti, non ci caschiamo. La vita bassa dona, è inutile che diciate che non vi piace – solo perché avete una bella pancetta. Nessuno vi chiede di scoprirla, carissime. State tranquille. E vi svelo un segreto, esistono anche i jeans con il punto vita ad un’altezza regolare, ne’ intimo a vista né girocollo.
  5. Jeans stampato, strappato, dilaniato, dipinto? Al vostro buon cuore. Personalmente il jeans strappato mi ha stancato con la fine del punk, noioso, inutile e volgare il giusto, soprattutto se autentico e naturale come gli zigomi di certe signore . Dipinto, ricamato, “strassato”…fa finta giovane e anni ’80, ma de gustibus. Stampato? Tutta la vita, si’! la stampa sortisce il magico effetto di attirare l’attenzione sul disegno e non sui nostri difetti….certo sempre con modus in rebus…

Vorrei approfittare per elevare un ringraziamento all’Altissimo, che ci ha liberato dal diktat del jeans nello stivale: per anni le strade sono state piene di amazzoni, in buona parte con un effetto visivo Pollicino/gatto con gli stivali o allagamento… E lasciatemi sfogare,  mes dames, attenzione a scongiurare l’effetto dietro museo davanti liceo: qualora abbiate la “fortuna” che viso e terga…. non siano coetanei, mercy me, siate discrete o il… voltafaccia sarà accolto con sorrisi anch’essi tirati.

Per l’abbinamento….il bello dei jeans è che sono uno sfondo neutro per qualsiasi performance fashion…dalla canotta a coste alla blusa di seta, dal triangolino del costume al pull di cashmere, sul jeans giusto, qualsiasi capo è giusto.

Vorrei chiosare dicendo che l’occasione che fa l’uomo ladro e il jeans inopportuno. Quindi se si potessero evitare matrimoni, funerali, cerimonie religiose e colloqui di lavoro, sarebbe meglio. Ma le eccezioni esistono sempre. Non ne ho mai viste, ma sono fiduciosa.

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