ÈVE contro ÈVE

Rai Uno, Porta a Porta: le signore del bon ton contro Giulia Salemi

Tra un caso di cronaca e l’altro, approda a Porta a Porta la leggerezza. Nello specifico la scandalosa mise di Giulia Salemi alla Mostra del Cinema di Venezia, dove la modella e showgirl sfodera un abito arancio dagli spacchi a dir poco vertiginosi in coppia con Dayane Mello con vestito rosa intenso altrettanto provocante.

In un parterre di regine biancovestite – Gloria Guida, Simona Izzo, Antonella Boralevi – spicca la giovane Giulia opportunamente castigata in camicetta e salopette nera. Oggetto del contendere la vituperatissima sortita della giovane “persiana” ex Pechino Express: un giro sul red carpet di Venezia con un abito arancio con birichina apertura sul segno del costume. Femministe e paladine del buon gusto si erano già scatenate contro la modella, che si è difesa adducendo semplicemente il dovere professionale di indossare quello che le viene proposto. Ho scritto “paladine” perché come ha giustamente osservato Filippo Facci, chiamato a difendere la Salemi dagli attacchi delle sciure, sono soprattutto le donne ad aver reagito con veemenza all’outfit… scostumato.

(continua su:  http://www.cinquequotidiano.it/attualita/2016/09/22/rai-uno-porta-porta-le-signore-del-bon-ton-giulia-salemi/)

Mare di domenica? meglio Monti!

“Alla fine, ma che c’avete in comune?”

Tranne la cittadinanza e il millesimo, pochino. Una curvylinea, l’altra falsa magra, tutte e due more ma una bionda dentro, una iperdecorata l’altra basic…vino bianco per una e rosso per l’altra, mettici che a una piacciono i chiari e all’altra i mori… insomma, ci sono tutte le premesse per non litigare MAI!!!!

FB_IMG_1433106294496_resizedE infatti non litighiamo mai. Cioè, io che tra le due sono il mastino vero, rompo. Perdonandole in cambio alcune imperiosità solo in nome dell’altezza (dei suoi zigomi). La meravigliosa connessione delle anime e l’equilibrio fra i caratteri, non è che non vi riguardi, è ovvio e palese che non vi interessa affatto.. e comunque quando voglio scrivere qualcosa di profondo, rivelatore e coinvolgente, ve lo faccio sapere. Perché userò un nome falso.

Insomma, è domenica a Roma, caldino, non ci va di andare al mare al lago in piscina, al diavolo… giornata ideale per farsi un giro a Monti!

Pantalone smòllo, sandalo piatto da sanpietrino, occhiali da sole e borsa leggera, eccoci ciacolare a raffica giù per via del Boschetto.

Nel silenzio dell’ora di pranzo, quando anche i pochissimi turisti non stanno certo a passeggio, puntiamo dirette al mercatino di Via Leonina.

MercatoMontiSpizziamo un paio di kimono vintage, ma nulla colpisce la nostra immaginazione. Headpieces.. sì va bene, ma oggi ho caldo e non mi va di provare il mio prossimo turbante. Noto con piacere che la popolazione è meno sul genere io-sono-la-vera-alternativa-strana-ma-strana-na-cifra, un genere che oltre alla ilarità mi suscita una certa insofferenza. Anche tra i maschi c’è meno so’-il-re-degli-hipster-der-pigneto e più non-ho-manco-na-camicia-pulita che, diciamo tra i non viriloidi è il genere che maggiormente gradisco. Perché, va bene che va bene, che siamo due ladies borghesi anche bonton, viste da lontano; però una suonava il basso in una band e non portava altro che anfibi, l’altra quando non era vestita da pin-up del drive-in aveva il rossetto verde e la spilla all’orecchio. Insomma ciccetta, la strana la fai co’ tu’ madre.

Su queste basi si può affrontare una sa(u)na sessione di shopping.

Alla ricerca del regalo perfetto – quale scusa migliore per ravanare dissezionare smontare e rimontare ogni banco dell’esposizione?- affrontiamo con garbo marziale un creatore di bijoux in plexi. Plexishock a MercatoMontiCri, detta toccona prende smonta, prova. Io sono attratta da alte polsiere futuriste, poi dico mi ricordano troppo qualcuno. “Tua sorella”, mi dice una vocetta stronza dentro di me. Appunto, mia sorella, quindi rinuncio e mi accosto al viso un paio di orecchini di plexi a specchio dove io vedo il duomo di Milano su una base dèco, il creatore vede un’incisione e Cristina non vede un bel niente. Ormai sono partita e discetto di un braccialone dove vedo la congiunzione tra avanguardie russe degli anni ’20 e Paco Rabanne. Lui mi stronca, sereno, dicendomi che veramente pensava a una scacchiera. Vabbè ho capito, se dovete soffocare ogni mio impeto cultural modaiolo citazionista, me ne vado. Approdo a un più rassicurante banchetto di costume jewelry vintage dove la conoscenza è apprezzata e Trifari scorre a fiumi.  orecchini Trifari

Oh. Indugiamo a lungo su una collana apparentemente di perle, in realtà composta da ananas color latte con tanto di foglie verdoline tra l’uno e l’altro. Mmmmh. Troppo spiritoso per me, che smorzo con il rigore quella buffonaggine che comunque trasuda da tutti i pori. Troppo poco evidente per Cri, che con la sua presenza scenica necessita di cosette più personalitose. Pace. Ci accontentiamo di un orecchino francese anni ’80 per lei e due clips magniloquenti anni ’60 dorate per me. Trifari, come si evince dall’incisione interna.

zia-rosettaFame= zia Rosetta = una rosettina e una centrifuga, il tempo di incontrare due dj che non vedo mai e che incontro due volte in due giorni e sembrare una che esce di sera ed è subito pomeriggio.

Torniamo in noi, pensiamo alle cose pratiche: scusate, ma una può stare senza una clutch da sera verde prato?

Ci affidiamo ad un classico dei classici, entriamo da Furla dove deliziamo lo staff con uno dei nostri esilaranti siparietti, in cui bacchetto le scelte ardite della Cri, che puntava una minibag con fumetti alla Lichtenstein.. talmente improponibile che non l’hanno messa sul sito, tiè. Ripiega su una scelta più sensata. Se così vogliamo dire…

furlaInsomma fanciulli, tra il lusco e il lambrusco, anche questa domenica se ne è andata in un vortice di sacchetti, risate e commessi esauriti. Ce la meritiamo una sigarettina, no?

 http://www.mercatomonti.com/

https://www.facebook.com/pages/Plexi-Shock/203744519719149

QUESTIONE DI… MICIZIA – Eve contro Eve capitolo II

ImmagineE no eh! Non sono affatto d’accordo. Stiamo perpetuando quell’antico atteggiamento autolesionista per cui le donne non possono essere amiche. Ma non è vero!!!

Sempre con questo divide et impera da parte dei maschi, che noia. Vostro onore, mi oppongo. Mi spiego. So perfettamente di essere caratteriale, egocentrica, una primogenita che sembra una figlia unica per la tantezza del suo ego. Adesso sembro una suora laica, ma in passato tra rossetto verde, spilla all’orecchio, inguigonne, cappelli a falda larga e abiti-scotch ho messo a dura prova le mie sobrie amiche sempre rigorosamente mainstream. Eppure ancora mi parlano. Qualcosa c’è, oltre la superficie. A parte quelle d’infanzia – una in particolare, un po’ piu’ grande di me, che sospetto abbia anche spinto il mio passeggino; verso un…. dirupo, conoscendola – le mie frequentazioni quotidiane sono per lo più con amiche che conosco da oltre vent’anni. Per non parlare delle due storiche amiche caxxutissime dei miei genitori che sono diventate amiche mie più che loro.

Mi piacciono le donne, mi piace essere donna e contesto che l’amicizia tra noi sia impossibile. Lasciamo stare i retaggi preistorici – ma nemmeno troppo – come la gara all’accaparramento del più prestante prima, del più ricco poi. La competizione esiste, dichiarata o sottesa, ma come tutte le competizioni per me è solo occasione di miglioramento. La tua amica è magrissima e sportiva? Cerca di prendere il buon esempio, modera gli stravizi e muovilo, il tuo grosso sedere. Oppure, visto che lei è una maschia mancata, accentua la tua naturale morbidezza e femminilità. Qual è il problema? Io non lo vedo proprio.

Immagine

Certo, sono la prima di tre sorelle, di palestra nei rapporti ne ho fatta abbastanza anche senza uscire di casa. Ecco, ho detto palestra; perché questo è un passo oltre l’amicizia. Nel senso che i miei capelli corti sono in parte anche una forma di difesa, come l’olio dei pugili; insomma gli accapigliamenti non sono stati solo figurati, tra di noi. E siccome sono sportiva, mi sono limitata a prenderle a schiaffi, senza infierire sulle loro oblunghe e curatissime chiome.

Forse poter contare su affettuose “nemiche” in casa mi ha consentito di avere aspettative diverse nei confronti delle altre donne fuori, di casa. Ho avuto anche io le mie delusioni, i litigi, i musi durati dieci anni e poi svaniti come neve al sole.L’amicizia tra donne è solo una cosa diversa rispetto a quella tra gli uomini. Loro si sfidano a calcio, noi con le borse. Anche prendendoci a borsettate, per carità. Basta approcciarla parlando di capelli o con un apprezzamento sulle scarpe e anche la piu’ perfida misogina si scioglierà in un brodo di …chiacchiere. E non sono rari i casi di moglie e amante che si alleino contro il fedifrago, facendolo felice e fesso…

P.s.: l’amicizia impossibile non è quella tra femmine. È quella tra uomo e donna, a meno che uno dei due o tutti e due siano gay. Ma questo è un altro discorso.

P.p.s: Cristina, scusami, ma mi volevi dire qualcosa che non ho capito?

Questione di sesso

Parlo di un universo fatto di pacche sulle spalle, di battute, di “give me five, Bro!”, tutto testosterone. Dove si usa la metafora calcistica per richiamare amicizia, fedeltà, coesione.
Ci sarà un perché!? Sì. Sono più bravi di noi. Il reparto amicizia del vivere è tutto loro. Consoliamoci e impariamo.

La verità è che loro parlano molto meno, moltoooo meno di noi femminucce e questo già riduce drasticamente le occasioni di incomprensione e litigio. Poi, sono fedeli alla loro natura pratica: insieme fanno cose. Non aprono quasi mai bocca. Cacciavano loro, nel dna hanno ancora quei cromosomi che li facevano stare in gruppo, in silenzio ad aspettare il momento giusto per prendere la preda. Sono così! Sono abituati a stare insieme: allo stadio, al bagno (con il plin-plin a vista), nello spogliatoio, nella camerata (facevano il servizio militare, una volta!). Sì, mi direte: le donne vanno in coppia al bagno! ma non sapete quante litigate si sono consumate nelle toilettes dei locali, magari per un uomo.

Difficile immaginarli versare qualche lacrima, davanti ad una pizza, dopo confidenze, noi invece…? Loro scherzano, si fanno sberleffi a vicenda e ne vanno pazzi! noi siamo permalose se poco, poco metti una parola storta, ahia!

Non si criticano. Ma saranno meno individualisti di noi? Purtroppo il pettegolo c’è sempre, anche fra loro, ma è uno spiripranz affamato di affermazioni individuali. Se non si piacciono, reciprocamente “non esistono”. Spariscono, semplicemente, nel gruppo come nel rapporto a due (ecco perchè non ti spiegano: perché sono fatti così).

E se imparassimo dall’amicizia maschile la “goliardia”?

Mi vengono in mente pochi esempi di bella e duratura amicizia femminile. Perché è piaciuto tanto Sex & the City? Ma l’abbiamo capito?

E se invece di perdere tempo nelle nostre sciocche competizioni…..ci facessimo anche noi un po’ di sani scherzi truci?

DEI SOFFRITTI E DELLE CENE: Eve contro Eve parte I

...io mi vedo così

…io mi vedo così

Rf. Cuoca in cucina, Signora in salotto e…

Dissento, esimia collega. Io non ce la posso fare. Non ce la posso PROPRIO fare.

Non so neanche sbucciare una mela senza sventrarla, non so come si fanno le torte, all’idea di deliscare il pesce mi vengono i capelli bianchi.

Non so cucinare. Sono fuori moda.

Quando mia madre ha scoperto che avrei messo  il parquet in cucina, invece di commentare banalmente  “ attenta che si rovina” ha commentato “ per il tempo che ci passi, resterà perfetto”. E non mi sono offesa. Anzi. Vorrei ringraziarla pubblicamente per avermi preparato una fiamminga di polpette, una torta di mele, una charlotte doppia crema guarnita con panna neanche 24 ore fa. Mamma ho finito tutto, puoi riprenderti le pirofile. Pulite e profumate eh, perché per l’essere pulita, Abruzzo non mente.

A me piace la cucina nel senso che mi piace mangiare. Ah, quando mi dimentico di avere un appetito da camallo, palato finissimo, per carità. Adoro ogni tipo di avventura culinaria – e passatemela, stavolta! –  agrodolce salata insipida fritta lessata a vapore, europea, asiatica, africana. A nessuna come a me si addice l’espressione “ meglio comprarle un vestito che invitarla a cena”: per uno shopping pomeridiano posso contenermi, ma la tavola la onoro sempre.

Obelix

…..Eve, invece, mi vede così!

Ecco, non guido, non cucino, non. Uffa ma in quanto donna devo sempre essere utile a qualcuno? Ah, ma gli uomini vanno presi per la gola. Premesso che ho sempre preferito prenderli per i fondelli, ma non potrebbe essere il contrario? E poi per sedurre un poveretto devo stordirlo facendolo abbuffare? Figuriamoci, non è necessario, con la chiacchiera che ho.

Vuoi che non ho mai avuto problemi di autostima, vuoi che a pasticciare poi ti rovini la manicure, non mi ci metto proprio. Ho avuto passioni estemporanee, che so una volta ho fatto la parmigiana di melanzane. Addirittura le ho fritte, le melanzane. E ho i testimoni che era edibile, a tratti gustosa.

Preparare una cena mi agita, mi snerva, mi toglie quella serenità che da sempre raggiungo verso le 19; prima, era l’ora dell’aperitivo qua e là in qualche bar alla moda/scrauso/elegante/centrale/fuorimano/ovunque; adesso è quella del bicchier di vino e magari sigaretta, preferibilmente in veranda con una rivista in mano ma in inverno – orrore- anche in cucina.

La cosa vergognosa è che la mia cucina sembra quella di Heinz Beck. Ho pirofile casseruole wok teglie vassoi piatti di portata e non per tutti i gusti e tutte le quantità. Innumerevoli set di posate, bicchieri, tovaglie, tovagliette. Una volta, decisa a fare un brasato ( cioè decisa a far cucinare un brasato da un amico che incautamente aveva accettato l’invito a cena, ignaro che dovesse prepararla lui) ho stupito gli astanti tirando fuori un vasetto di bacche di ginepro. E’ classe, signori.

Invito sempre gli amici a mangiare la polenta, con la giusta farina, a fare i sughi me la cavo – sono un tipo saporito – e tanto la gira il Bimby. Ma sono riuscita a fallire anche con quello. Memorabile il mio pollo alle mandorle: buono di sapore. Peccato che non avevo inserito il giusto accessorio per cui alla fine era una poltiglia dal piacevole aspetto di carni umane dilaniate da un sadico.

Cristina, nella sua ingenuità, una volta mi ha incoraggiato: almeno guarnisci la frutta col cioccolato. Naturalmente ho versato metà del contenuto del pentolino sul fuoco.

Insomma, quando si fanno le gare di cucina tra amici io faccio il giudice. Escludo ogni ravvedimento, mi prende l’ansia pure a fare la minestrina e, signora delle profezie che si autoavverano, combino puntualmente disastri. Anche la ricetta piu’ stupida, giusto ‘na cosetta da sbattere in forno, tra le mie mani diventa incendio. Cucina smolecolata. Arte moderna.

Non al peccato, ma alla cucina RINUNCIO.

P.s.:  non so cucinare, adoro mangiare bene, bevo come un alpino, ne ho fatti secchi a decine di illusi che volevano farmi ubriacare e ho vinto qualunque scommessa sull’alcol. Una donna da sposare, eh? E intanto uno ci è cascato. Ignaro del mio metabolismo- trebbiatrice, gli avevo fatto credere che fossi “snella” perchè in quel momento ero a dieta…

 

A me, però piace guardare le figure:

www.parliamodicucina. com

https://www.facebook.com/ParliamoDiCucina

 

Cuoca in cucina, Signora in salotto e …

Partiamo con un bell’atto di modestia: se non ci fossimo noi, la loro vita sarebbe noia.

Le donne sono “estreme”: o migliori o peggiori degli uomini (per citare Jean de La Bruyère). Bella frase che fa dell’uomo un benchmark; ma prendiamone il buono, il loro modo di veder le cose, il mondo e tutto il resto, comprese noi.

In fondo, a una donna l’uomo chiede poco:

Cuoca in cucina, Signora in salotto e Puttana a letto. Ennio Flaiano ,“Diario notturno”, 1956

Ricordo ancora il giorno nel quale mi sentii dire una versione reiterpretata : lenzuola rifatte, cena calda e voglia di sesso a tutte le ore. Mettiamoci pure “madre con i figli”, perché i figli sono sacri…. e sono i suoi!

Torniamo a Cuoca. Forse è superato – nell’era di Masterchef e del Bimbi– ne sanno ormai più loro, i maschi,  di come abbinare pietanze fredde alle calde, come impiattare e poi, diciamocelo, la tecnologia aiuta anche la più imbranata in cucina. Sulla disponibilità, però, non transigono, quella deve essere totale e tutta nostra. Che sia ripulire i disastri dell’artista (lui), che venga richiesto di tirar fuori quattro birre e insalsare a colesterolo dei panini perché sta guardando la partita (lui) o che ci si debba adoperare per allestire un perfetto banchetto in punta di forchetta… Noi dobbiamo essere sempre pronte e a poco serve lamentarsi che è stato lui l’artefice del saccheggio nel frigorifero. Corri donna e vai a cacciare!

Donna cuoca e golosa. Golosa è godereccia. A nessun uomo piace pagare una fortuna di vino e di conto in un bel ristorante per vedere mangiare due foglie d’insalata. La dieta si fa da sole, o fra amiche.

L’uomo deve ammirare. Deve provare pure quel sano pizzico di gelosia mentre ci vede conversare con gli ospiti da brava “padrona di casa”. Il rivale lo deve percepire lì, in casa sua, nel suo regno. Sempre senza esagerare.

Mai strafare. Mai far capire le intenzioni e soprattutto mai rendere palese il nostro Qi. L’ironia, purtroppo, ci tradirà, ma il gioco è restare elegantemente sempre sugli argomenti ma con la modestia di un passetto indietro, di uno sguardo basso.

Siate sempre sorridenti. Non cedete mai ai pettegolezzi che fanno subito “donnetta”. Il pericolo del telefono senza fili è sempre in agguato. Lasciamoceli per un tè o un aperitivo con amiche vere e fidate. Anche perché i più pettegoli sono loro, i maschi. Boccuccia mia…stai zitta!

Dulcis in fundo… Puttane a letto!

A nessun uomo piace la bambola gonfiabile e quello che non faremo noi, sarà un’altra a farlo.

Lavoriamo su noi stesse, sulla nostra bellezza naturale esaltandone i punti di forza come i piccoli difetti che anche se ci fanno tanto soffrire, possono essere irresistibili.

Dateci sotto con i completini intimi! Sì, l’abbiamo conquistato, siamo la sua compagna, siamo sua moglie ma perché smettere di avere due cassetti di buona biancheria intima? Perché questo succede, vuoi per routine, vuoi per responsabilità, vuoi per sonno…

Per tutti i gusti e per tutte le tasche,  fatemi il nome di un uomo che contesta la voce Luxury lingerie nel bilancio familiare! E noi? tutto quello che si può, da un capolavoro di Victoria’s Secret o La Perla ai più commerciali e a buon mercato Intimissimi o meglio ancora Yamamay, senza dimenticare qualche acquisto ben scelto da Agent Provocateur.

Si’, ma i tesori vanno serbati nel giusto modo. E svelati solo all’ultimo. Niente di più bello e soddisfacente per un uomo che vedere una bella donna sorridente,  in un bel Kimono di seta….morbido come la sua pelle.

…ça va sans dire