Autore: Ève La Petite Peste

Auguri di Buon Natale!

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…un bambinello che sta in una mano, tenero e sontuoso nella sua techina, adorno di pizzi, perle e corallo come nella più antica tradizione “cirara” palermitana, per augurarvi

Buon Natale

 

E’ una creazione di Agata Oddo: se volete una piccola preziosa opera personalizzata, contattatela al 328 9083648

“Che fine hai fatto cantautore”: al Teatro Olimpico la finale del primo Premio Franco Califano

….Che fine hai fatto cantautore
non hai più niente da raccontare
e sentimenti, tu dici solo banalità

Che fine hai fatto cantautore
fissi un prato e poi canti il mare,
da troppo tempo ti confondi pure tu

Roma, 24 ottobre 2016, ore 21.00

Tra nostalgia e nuovi talenti è in scena al Teatro Olimpico la serata finale della prima edizione del Premio Franco Califano: intitolato come una nota canzone del Califfo, “Che fine hai fatto cantautore”, lo show, condotto da Claudio Lippi e Rita Forte, propone al pubblico i 14 finalisti dell’omonimo concorso.

I cantautori si esibiranno dal vivo accompagnati dall’orchestra del maestro Alberto Laurenti, che con Fred Bongusto fu autore di “Che fine hai fatto cantautore”  e di tante altre canzoni di Califano. Laurenti ha voluto fortemente questo premio, che  vuole valorizzare la canzone d’autore e la canzone romanesca in un panorama musicale sempre più piatto e sonnolento, anche a causa dell’imperare dei talent show televisivi. A giudicare i protagonisti della serata – autori SIAE che propongono per l’occasione un pezzo inedito – è una giuria di addetti ai lavori presieduti dal musicista Antonello Mazzeo. Tra loro anche il giornalista Franco Melli, noto ai più per il calcio, ma anche grande amico ed estimatore di Califano, che nelle sue parole  “era e resterà soprattutto un poeta”.

Il concorso premia anche la canzone romanesca assegnando alla migliore il “Premio Roma Nuda”, in omaggio ad un autore come Franco Califano che ha espresso orgogliosamente la sua romanità anche in molte canzoni in dialetto.

In giuria per la prima edizione: il Presidente Antonello Mazzeo (musicista e amico di Franco Califano); Adriano Pennino (compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra); Alfredo Saitto (tra i più autorevoli esperti musicali italiani, giornalista, saggista, ideatore di spettacoli multimediali, attivo operatore culturale e autore televisivo); Roberto Gregori (produttore del disco ”Luci della Notte” e “Non escludo il ritorno” oltreché manager di Califano); Ricky Palazzolo (manager nel tempo di artisti come Niccolò Fabi, Marina Rei, Anna Oxa, Emanuele Filiberto e tanti altri); Franco Melli (giornalista e scrittore esperto in letteratura romana), Alfredo Saitto (critico musicale), Lino Fabrizi (ideatore e produttore del Festival della canzone romana), Paolo Silvestrini (biografo, anche del Maestro), e Mario Limongelli (Presidente della NAR Intenational, l’etichetta più rappresentativa dell’opera del Maestro, che produrrà il CD del Premio Califano), Stefano D’Orazio dei Vernice (musicista autore e cantante, caro al pubblico per successi  indimenticabili come “Su e Giù”, “Quando tramonta il sole”, “Solo un Brivido” e tanti altri).

AGATA ODDO: UNA GIOVANE ARTISTA PER UNA TRADIZIONE ANTICA

 

 

La giovane Agata Oddo è una delle pochissime artiste rimaste a coltivare un’antica tradizione: quella dei “cirari” siciliani che da tempo immemorabile creano piccoli capolavori con la  “la materia per eccellenza”.

Calda e malleabile, la cera è infatti il materiale naturale e nobile che meglio si presta alla creazione artistica. Vergine, pura, può acquistare mille sfumature a seconda del gusto e delle capacità di colui che la plasma. La tecnica artistica della cera,  era già conosciuta dagli Egizi, dai Fenici e dai Romani che la utilizzavano per creare amuleti ed oggetti artistici vari; diventa poi parte integrante della produzione artistica cristiana,  praticata sin dal medioevo all’interno dei monasteri e dei conventi. Nel XVIII secolo, ormai tradizione, diventa patrimonio dei “cirari siciliani” che sfruttando la versatilità e la duttilità della materia per eseguire ex voto, modellavano santi e bambinelli e plasmavano piccole Natività destinate ad una committenza non solo ecclesiastica.

Arriviamo ai giorni nostri oggi e troviamo Agata Oddo, una giovane siciliana dai lineamenti delicati e dallo sguardo dolce che riprende una tradizione familiare per restaurare antichi manufatti in cera , riportandoli pertanto al loro splendore originale, ma soprattutto crea con le sue mani e con la sua fantasia nuove opere d’arte.

La incontro a Marsala, sua città d’adozione e mi racconta le antiche storie dei bamminiddari, ovvero i creatori di bambinelli: una tradizione palermitana importante, ricordata ancora oggi non solo con l’acquisto natalizio delle immaginette – da sole o all’interno di elaborati presepi –  ma addirittura con il nome di Via Bambinai, che testimonia la presenza un tempo di tante botteghe dedicate a questa attività. Agata oggi, come allora, le inserisce in eleganti bacheche e campane di vetro, impreziosendoli con addobbi che guarniscono i soggetti, secondo i dettami  tecnici più fedeli e  rigorosi della vecchia scuola della ceroplastica.

Le creazioni sono arricchite con tanti materiali, più o meno nobili. La Oddo, che discende da una famiglia di grande tradizione anche nel ricamo, utilizza spesso stralci di lini e pizzi antichi. Oltre alle pietre preziose, gli ori e gli argenti, particolare rilevanza hanno il corallo ed il sale. Il primo definito per la sua straordinaria bellezza “pietra solare”, assunto come “simbolo dell’uomo pio e forte nelle tribolazioni” e infine talismano d’amore.  Ed il secondo, il sale, considerato simbolo di onestà, lealtà e correttezza.

Mi sono innamorata di questi bambinelli placidi e rotondetti, della grazia antica dei pizzi, del calore dei coralli. Credo che siano una idea originale per un regalo, specialmente per le prossime festività natalizie. Soprattutto perché le creazioni di Agata sono alla portata di tutti, dai 70 euro in su. Ma questo chiedetelo a lei, contattatela al  328 9083648.

CHECCO ZALONE : BENEFICO MA SEMPRE IRONICO NELLO SPOT A FAVORE DELLA RICERCA SULLA SMA

 

Che cosa ci fa il comico più scorretto di tutti in uno spot per una raccolta fondi? Quello che fa sempre, l’italiano medio nei suoi aspetti peggiori e alla fine simpatico, in una campagna in onda dal 25 settembre fino all’8 ottobre.

POLITICALLY CORRECT ? NO GRAZIE Dopo anni di dittatura del politicamente corretto, il comico barese Checco Zalone ci ha abituato a un linguaggio e un umorismo più vicini al vecchio avanspettacolo, sia pure con intelligente ironia. E dopo aver dileggiato orientamenti sessuali, religione e naturalmente aspetto fisico dei personaggi dei suoi sketch tv e nei suoi film, adesso se la prende anche con la malattia, interpretando come sempre il nostro vicino di casa egoista e furbesco. Che forse è in ognuno di noi.

C’ERA UNA VOLTA LA PUBBLICITA’ PROGRESSO Ve la ricordate? Con la P gigante, si trattava di campagne di promozione di temi di rilevanza sociale. Soltanto poi ci sono state Telethon e le grandi iniziative a favore della ricerca, che hanno portato all’attenzione delle masse i problemi della disabilità, soprattutto se legata a malattie rare. Oggi Checco Zalone, forte della sua popolarità da record,  diventa il volto di una campagna per la ricerca sulla atrofia muscolare spinale, un male che attaccando i motoneuroni – cellule nervose del midollo spinale – porta a una perdita progressiva della capacità di movimento. Protagonista del video insieme a lui è Mirko, un ragazzo in carrozzina affetto da questa malattia, che interpreta il vicino del comico. Quest’ultimo si spazientisce: a causa di Mirko una volta si rovina la macchina nuova, poi perde l’aereo, di notte non può dormire.. fino al punto che gli “sottrae” anche il posto auto e al ragazzo che minaccia di chiamare i vigili, risponde che lui invece chiamerà la ricerca. Così un giorno il ragazzo guarirà e tutte le scocciature cesseranno.

LA CAMPAGNA Con lo slogan “E io chiamo la ricerca”, l’associazione Famiglie Sma ha attivato una raccolta fondi con l’sms solidale 45599. L’obiettivo è “potenziare la rete dei professionisti che si occupano di atrofia muscolare spinale e migliorare l’assistenza territoriale dedicata ai pazienti” per distribuire il primo farmaco salvavita ai pazienti con la forma più invalidante di amiotrofia spinale, che sono circa 200 in tutta Italia.

Rai Uno, Porta a Porta: le signore del bon ton contro Giulia Salemi

Tra un caso di cronaca e l’altro, approda a Porta a Porta la leggerezza. Nello specifico la scandalosa mise di Giulia Salemi alla Mostra del Cinema di Venezia, dove la modella e showgirl sfodera un abito arancio dagli spacchi a dir poco vertiginosi in coppia con Dayane Mello con vestito rosa intenso altrettanto provocante.

In un parterre di regine biancovestite – Gloria Guida, Simona Izzo, Antonella Boralevi – spicca la giovane Giulia opportunamente castigata in camicetta e salopette nera. Oggetto del contendere la vituperatissima sortita della giovane “persiana” ex Pechino Express: un giro sul red carpet di Venezia con un abito arancio con birichina apertura sul segno del costume. Femministe e paladine del buon gusto si erano già scatenate contro la modella, che si è difesa adducendo semplicemente il dovere professionale di indossare quello che le viene proposto. Ho scritto “paladine” perché come ha giustamente osservato Filippo Facci, chiamato a difendere la Salemi dagli attacchi delle sciure, sono soprattutto le donne ad aver reagito con veemenza all’outfit… scostumato.

(continua su:  http://www.cinquequotidiano.it/attualita/2016/09/22/rai-uno-porta-porta-le-signore-del-bon-ton-giulia-salemi/)

Nika’s acoustic trio: lei, loro e il blues

Quante bambine dicono che da grandi vogliono fare le cantanti? Poi qualcuna la musica ce l’ha davvero nel sangue. E lo fa veramente.

Come Veronica Kirchmajer, che a dispetto del suo nome da valchiria è una romanissima bellezza mediterranea. Col suo trio “Nika’s acoustic trio”, ovvero la sua voce, un chitarrista e un bassista, si esibisce nei locali della Capitale col suo repertorio blues e soul.

Quando hai iniziato a cantare?

A 11 anni,  frequentando una scuola musicale ho iniziato a studiare pianoforte e solfeggio, poi mi sono interessata al canto intorno ai 16 anni. Facevo parte   di una tribute band con cui facevo cover dei GUNS N’ ROSES, NIRVANA, RED HOT CHILI PEPPERS e altri ancora. Un giorno mi trovavo per caso in un locale di karaoke a Roma e mi sono esibita cantando alcuni pezzi; il proprietario del locale, che si occupava anche di eventi e sfilate di moda mi ha chiesto di collaborare con lui per una serie di date. Le serate hanno avuto luogo in vari locali e locations di Roma per concludere con la serata finale a Piazza Navona.

Perché il blues?

Dopo quell’esperienza, ho deciso di iniziare a studiare canto per perfezionare la tecnica vocale. Credo che la mia vocalità sia particolarmente adatta per uno stile ben preciso, quello della musica blues/soul:  i miei artisti preferiti sono Etta James, Otis Redding, Stevie Wonder, Bonnie Raitt, Amy Winehouse e tanti altri. Grazie all’incontro con tanti musicisti professionisti sono arrivata a formare la mia band, “Nika’s acoustic trio”con Marco Sergi e Marco Pistone. Ed eccoci qua.

Nika's

E quest’estate?

Sto facendo molte serate in giro, sabato 23 luglio siamo a Villa Gregoriana a Tivoli e il 26 suoniamo a Sperlonga.

Formentera: una grattachecca per Alessandro Florenzi

Quello che vedete è Alessandro Florenzi, che per rintemprarsi dalle fatiche degli Europei si prepara una bella grattachecca. E quello non è il Lungotevere…

A dire “scappo dalla città e apro un baretto su un’isola” … so’ boni tutti. Poi però c’è chi ci crede e lo fa sul serio, magari per realizzare un vecchio sogno.

E’ il caso di Fiorella, che per ricordare il suo Peppone – personaggio mitico della tifoseria romanista – ha deciso di prendere il coraggio anzi il carretto a due mani e sbarcare a Formentera, portando sulla famosissima spiaggia di Es Pujols il prodotto che più romano non si può: la grattachecca. Armata di ingegno e fantasia, questa romana tosta e sorridente ha disegnato un carretto che sembra di Dolce&Gabbana, posizionato all’ingresso di Rigatoni, il ristorante più cool de la isla.

Niente fa “estate romana” più della grattachecca, ovvero di quel blocco di ghiaccio, che grattato e irrorato di sciroppi di frutta ha rinfrescato le ugole di generazioni di romani. Oggi qualche chiosco rimane sul Lungotevere, ed è divertente per i turisti capitolini ritrovare questo sapore a Formentera.

Fiorella, come ti è venuto in mente di esportare la grattachecca alle Baleari?

– Con mio marito, Peppone, eravamo “aficionados” dell’isola. Dicevamo sempre che ci sarebbe piaciuto trasferirci qui e ho voluto farlo quest’estate, almeno per la stagione. In memoria sua e delle belle giornate che abbiamo passato qui.

– E perché proprio la grattachecca?

– Rinfrescante e tipicamente romana, era qualcosa che mancava. Ho avuto l’idea di portarla in un posto dove non esisteva e mi sono ingegnata per portarcela, grazie anche all’appoggio del titolare di Rigatoni, che come molti sull’isola , è mio amico.

– Il carretto è veramente carino e si vede il tocco femminile, chi lo ha disegnato?

– Io naturalmente! lo styling è tutto mio, mi piacevano i colori e la vivacità e naturalmente ho voluto dedicare il nome a mio marito. Ci ho creduto talmente che una nota azienda romana di mistrà mi ha dato il suo appoggio ed eccomi qua!

Allora buona estate a Fiorella e in bocca al lupo.. e se passate da lei dite che vi manda Eve!