Autore: Angelina

SENZA NERO: LUIGIA GRANATA ESPONE A ROMA IL SUO MONDO DI COLORI

Senza nero.

Per me questa è una provocazione. Io vedo nero vesto sempre di nero mi circondo di oggetti neri e persino la musica che ascolto è nera. E per fortuna che non ho un gatto.
Devo andare a vedere come si permette Luigia Granata di intitolare così una personale.

Mi affaccio, capisco. Luigia appare come un personaggio degli anni ’60, io la vedo così, un quadro vivente di Novella Parigini. Bionda, morbida con gli occhi trasparenti, la bocca a cuore. Su di lei, intorno a lei, solo colore. Su carta o seta, un senso di gioia liquida permea le sue opere. Colori accesissimi che trasmettono serenità, visi e forme quasi naif, parole si inseguono con una grafia quasi infantile. Nella sua sterminata produzione artistica ci sono anche tanti richiami alla sua terra, la Calabria, forse i fichi d’india, i peperoncini, i limoni che spesso sono protagonisti delle sue opere sono l’elemento che mi attira di più. In una pittura senza spigoli e senza nero, appunto, che mi fa pensare a uno Chagall senza nostalgia, ma con occhi ben aperti verso il futuro.

 

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LUIGIA GRANATA
Pittrice, scultrice, mosaicista, cromoterapeuta
http://www.luigiagranata.it

SENZA NERO
Alla Galleria Medina, Via A.Poliziano 32-36 in una collettiva con altre artiste fino al 7 dicembre 2017 – medinaroma.com

 

CONCERTO D’AUTUNNO:APPUNTAMENTO A TRASTEVERE PER LA ROMA YOUTH STRING ORCHESTRA

L’orchestra d’archi più giovane di Roma si presenta al gran completo per l’evento di stagione, il 31 Ottobre alle 20.30 nella Chiesa di San Francesco a Ripa Grande a Trastevere.

La più antica chiesa francescana di Roma, dove il Santo di Assisi si recava quando veniva nella Capitale per incontrare il Santo Padre, sarà teatro della nuova performance dei ragazzi della RYSO. Non soltanto violini, ma anche viole e violoncelli, questi ultimi preparati dal Maestro  Gaetano Simone, che con i suoi violoncellisti viene da Bari.

Il sodalizio con il Maestro Concertatore Alberto Vitolo, già testato durante la scorsa estate con il Campus tenutosi a Reggio Calabria, ha dato vita a un gruppo di giovani musicisti più numeroso e più ricco anche artisticamente. Un gruppo affiatato che ambisce a grandi risultati… Intanto ascoltiamoli alle prese con il programma della serata, che ai pezzi “di repertorio” dell’orchestra – la Sinfonia al Santo Sepolcro e la Follia di Vivaldi e la Sonata  n. 5 di Domenico Scarlatti- aggiunge il Concerto a 4 violini di Telemann  e il Concerto Grosso di Alessandro Scarlatti.

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Onepiece: dove il fashion incontra il comfort

Ognuno ha il suo modo di vivere il tempo libero e risolvere così il “problema” della domenica autunnale. C’é chi ama stare open air e caldo o freddo che sia il clima, troverà una scusa per stare fuori. Magari per una corsetta al parco o una biciclettata per boschi, un po’ di trekking. C’è chi ama stare in casa e aspetta i primi freddi per fare… cocooning: divano, plaid morbido e leggero, una tazza di tè o cioccolata, e il menù dei pigri a disposizione – libro, telecomando, social network a volontà. Riflettevo su una cosa singolare; sportivi o superpigri, quello che cerchiamo tutti, per il tempo che dedichiamo a noi stessi, si riassume in una sola parola: comfort. La versione italiana, comodità, non rende abbastanza l’idea, c’è un che di morbido e, appunto, di confortevole in più che il termine inglese sottende. E volenti o nolenti, il top dell’abbigliamento per il relax è solo lei: la tuta.

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Ora, se mi chiedessero in queste momento, accoccolata sul letto, appoggiata mollemente a scrivere su mega cuscinoni di piuma, “come sei vestita?” risponderei “in jeans e felpa” senza tema di smentita. In leggings mi sentirei una ballerina di pole dance a riposo, per la vestaglia non sono ancora sul viale del tramonto, insomma il meglio che ho trovato oggi è stato questo. Ma i jeans a vita bassa mi lasciano scoperta la schiena, io sono freddolosa… E poi se devo uscire all’improvviso? Dovrò cambiarmi, sono tutta sgualcita. Ecco, non so se il processo mentale è stato lo stesso mio, ma tre ragazzi norvegesi devono avere avuto problemi simili, nel 2007, quando hanno inventato Onepiece. E ti pareva che i problemi pratici non te li risolvessero i nordici, direte voi. A fare una tuta ci avevano già pensato Super Man, Super Pippo e il nostro amico Arnold col suo pigiamino. Ma questi senza essere super eroi avevano una marcia in più e della loro tuta intera col cappuccio hanno fatto un must-have internazionale. Oltretutto il tema di quest’anno è Slow Motion… Ed io, che sono sempre stata una frenetica, ho imparato ad apprezzare il mio lato lento, gattone, sensuale. Vuoi mettere che belle stiracchiate in una bella Onepiece morbida e calda? Beh se sperate di vedermi tuta e Uggs potete anche scordarvelo: intanto chiamatela jumpsuit e  scalza a casa, almeno uno scarponcino alto per uscire lo metterò. Vi darò la prova appena la temperatura me lo permetterà. Forse in questa versione, dovesse piovere…

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Anche se sinceramente, se pure mettessi gli Uggs, sarei in buona compagnia: vi basta Beyoncé? Ok, se pensate che non sia abbastanza fashion, sappiate che il ragazzo nella foto con lei è “solo” Riccardo Tisci, ovvero il direttore creativo di Givenchy. Scusate, eh. Poi tutte le it girls del momento si fanno vedere in giro con la Onepiece. Rihanna, una che di solito si copre pochino. Cara Delenvigne, una che di moda ci capisce. Taylor Swift, che va via come il Lariano. E tra i maschietti, gli One Direction, per nominare ragazzotti poco famosi.

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In Italia, i distributori ufficiali ed artefici del successo della tuta capolavoro sono Isabelle e Alessandro, cui potete rivolgervi per comprare o per avere OnePiece nel vostro punto vendita. Ma ci avete fatto caso che dallo scorso anno Onepiece la mettono anche a X-Factor? Nooo?! ANTICHIIIIIIIII

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per uno sguardo alla collezione: https://www.onepiece.com/it-it

per informazioni: Alessandro Lazzara 320 8192900

Rai Uno, La Prova del Cuoco: ecco i tre possibili nuovi candidati per la conduzione

…ma questa Clerici quante ne combina!

Coi suoi capelloni biondi e ricci più che la Candy Candy che le viene attribuita di solito a me sembra Pollon combina guai. E pare proprio che da “beniamina di tutti gli dei” alla fine sia un po’ decaduta anzi sia caduta dall’Olimpo; ma che sia fiacchezza fisica o forse solo degli ascolti, dovendo scegliere tra mattina e prime time, voi che avreste scelto? E quindi tiene saldo il timone di “Ti lascio una canzone” ma si ventila l’abbandono della storica trasmissione di cucina.

Per la felicità delle “nuove leve” che non vedono l’ora di farle lo scalpo e prendersi la trasmissione comunque regina della mattinata Rai, quella che tutti conoscono, quella che soprattutto interessa agli sponsor, ma sì, “La Prova del Cuoco”!

( per continuare clicca qui: http://www.cinquequotidiano.it/politica/maledetta-tv/2015/10/20/rai-uno-la-prova-del-cuoco-dopo-clerici-isoardi-quaranta-balivo/

Rai, Tale e Quale Show: ecco il segreto di tanto successo

Finalmente, tra un acquazzone e uno sciopero, anche questo weekend è arrivato. E come ogni venerdì sera, finita la sogliola e mandato giù il goccetto di bianco, ci si può serenamente buttare in poltrona a guardare Tale e Quale Show. Una prassi comune a molti, visto che il varietà del prime time di Rai la settimana scorsa è stato seguito da quasi 5 milioni di spettatori con uno share del 22.87%.

LA GESTIONE DEGLI ARTISTI – Il Gran Cerimoniere del venerdì sera, Carlo Conti, anche questa volta ha gestito i 12 artisti in gara valorizzandone le performance al meglio. Vivace anche la dialettica dei cantanti-imitatori con la giuria, l’ultima volta arricchita da Rocco Papaleo.
Un po’ insonnoliti i patriarchi della situazione, Claudio Lippi e Gigi Proietti, una certezza per quanto riguarda la risata strappata a tradimento, ma a mio modesto avviso un po’ troppo simili nel torpore ai pater familias di una certa età che li seguono in ciabatte da casa… Poi tanto a recuperare in verve c’è Loretta Goggi, che con la sua incontenibile energia fa valutazioni tecniche, piange, ride, si commuove, bacchetta, ne fa di ogni ma soprattutto si vede che muore dalla voglia di stare lei sul palco, a interpretare uomini, donne e gruppi. E sarebbe ancora e perfettamente in grado di farlo. Scaldati i motori, i protagonisti della trasmissione sono ormai tutti perfettamente a loro agio; personalmente sono rimasta colpita dall’interpretazione di Bianca Guaccero che ha fatto Mia Martini: pur non approvando la scelta troppo “furba”, l’ho trovata molto valida e credibile. Ma passiamo al carnet di personaggi tirati in ballo questa sera…..

(per continuare: http://www.cinquequotidiano.it/politica/maledetta-tv/2015/10/02/rai-tale-e-quale-show-anticipazioni-segreto-successo/)

OTTIMISMO

E’ una mattinata serena, il ticchettio della pioggia sui vetri non mi inquieta, mi rilassa ritmando i gesti quotidiani del risveglio. Sono poetica stamane, di buon umore; il caffè l’ho preso, mi immergo in una nuvola di profumo e sono pronta per uscire. Poi incauta, apro l’armadietto dei cosmetici per darmi un ultimo tocco di cipria… et voilà, mi cade la boccetta del fondotinta sul lavabo. Pace che sia il mio preferito, tralasciamo che il flacone è di vetro, ignoriamo le schegge che avranno certamente danneggiato la ceramica e glissiamo sulle chiazze su parete, pavimento e salviette varie. Il problema è che sono già pronta per uscire, ho un appuntamento importante e indosso i miei pantaloni preferiti con la blusa che mi sta meglio. Tutto nero, ovviamente. Cioè, prima. Adesso sono completamente maculata, in felice pendant con la giacca che ho scelto per non essere troppo pretigna. Che fo? Le signore sanno che sui tessuti delicati l’effetto del fondotinta sovverte ogni legge della fisica e della chimica, cioè unge ma anche corrode e per giunta scolora. Tutta la mia vita presente passata e futura scorre davanti ai miei occhi in un secondo mentre contemplo le seguenti opzioni: a)lascio tutto così e ****** ci penserà la mia fida domestica ; b)”invoco” tutti i santi del calendario in ordine alfabetico, a salire e a scendere, finchè non resto fulminata e almeno mi risparmio di pulire; c)prendo una spugnetta pulisco e tento di salvare il salvabile. Scelgo la terza soluzione, tolgo i residui del disastro di torno e mi tolgo gli abiti danneggiati. Arriverò in ritardo, ma almeno sarà tutto in ordine. E mo’, che mi metto? Un’altra maglia nera con un altro pantalone nero, ovvio. Diciamo pure che nel mio armadio non è una pesca miracolosa, è l’ottanta per cento delle probabilità.

Sì, vabbè, ma l’ottimismo dove sta?

Siccome NON TUTTI I MALI VENGONO PER NUOCERE e BISOGNA SAPER LEGGERE I SEGNI, capisco che bisogna andare oltre, lasciandosi il passato alle spalle. E quindi, correre a comprare un’altra mise toute noire, nella fattispecie questa.

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Cos, aspettami. Io però i capelli li acconcio che sembrino puliti… magari metto su anche un rossettino sciuè sciuè tipo questo di Dior

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Di scarpa scelgo questa, una bella Monkstrap della Church, perché non sono per le vie di mezzo, o donna donna o maskia.Church shoes

E allora grazie Giove Pluvio, grazie mani di ricotta, grazie carattere meraviglioso che ho, grazie per avermi dato l’occasione per comprare qualcosa di nuovo. Nero. Colore che adoro e se obiettate che non è un colore, chemmenemportamme, come vi pare!

Rai Tre, Federica Sciarelli e il suo “Chi l’ha visto?” ultimo residuo della televisione di servizio

Da bravi italiani (pseudo) cattolici, abbiamo un santo protettore per ogni cosa, soprattutto per quello che ci manca. Quindi ci rivolgiamo a Santa Rita, per le cause perse. A Sant’Antonio, per gli oggetti perduti. Alla madonna di RaiTre  Federica Sciarelli, per le persone scomparse.

LA CARRIERA – Bella Federica, con quel viso tondo e aperto e quell’inestinguibile accento romano, ha un seguito più fedele di quello di Beautiful. Me la ricordo da sempre, a RaiTre, quando già beltà splendea negli occhi suoi ma ancora si abbigliava da veterocomunista. È una tosta, la Sciarelli, brillante giornalista già a vent’anni, allieva di Sandro Curzi ai tempi d’oro di TeleKabul e subito si è occupata di cose toste: partiti politici, cronache parlamentari, ha fatto tutta la trafila fino a diventare inviata. Me la ricordo molto stile Vera Tolfa, struccata, giacche un po’ sgualcite, capello selvaggio..

(clicca qui per continuare:  http://www.cinquequotidiano.it/politica/maledetta-tv/2015/09/24/rai-tre-federica-sciarelli-chi-lha-visto-ultimo-residuo-televisione-servizio/